Camminiamo nella speranza per aprirci a grandi ideali che rendono la vita più bella e dignitosa.
Un gruppo di donne cammina a lungo, in cerca di acqua potabile fresca.
Prendersi cura della fragilità dice forza e tenerezza, dice lotta e fecondità.
Un’anziana del villaggio di Archangelos dell’isola di Rodi. Guarda la gente, guarda chi passa.
La terra è un prestito che ogni generazione riceve e deve trasmettere alla generazione successiva.
Nonna, mamma, zia, nipote: tutte le donne indigene si recano nel cuore dell’Amazzonia per coltivare mandioca.
L’educazione è al servizio di questo cammino, affinché ogni essere umano possa diventare artefice del proprio destino.
Oggi gli alunni della scuola materna imparano le vocali.
Chiedo a Dio di preparare i nostri cuori all’incontro con i fratelli al di là delle differenze di idee, lingua, cultura, religione.
Un momento di devozione in un tempio del Bangladesh.
Apprezzare la ricchezza e la bellezza di semi di vita comune che devono essere cercati e coltivati insieme.
Facendo essiccare con precisione sottili fette di patata, una donna prepara croccanti patatine.
La vita sussiste dove c’è legame, comunione, fratellanza.
Sradicata dalla foresta ancestrale della tribù Batwa, Zanika, venti anni, porta avanti la maternità crescendo Manirumva in condizioni di estrema povertà.
Servire significa avere cura di coloro che sono fragili nelle nostre famiglie, nella nostra società, nel nostro popolo.
Anatolia orientale. La culla è al centro dei primi sei mesi di vita.
È inaccettabile che una persona abbia meno diritti per il fatto di essere donna..
Jaisalmer, India. L’equilibrismo è proprio della donna a partire dall’infanzia.
Ciascuno di noi è chiamato ad essere un artigiano della pace, unendo e non dividendo, estinguendo l’odio e non conservandolo, aprendo le vie del dialogo e non innalzando nuovi muri!
La lavorazione tradizionale della ceramica è una tecnica secolare. L’argilla viene impastata, modellata e cotta.
Mettiamo da parte ogni differenza e, davanti alla sofferenza, ci facciamo vicini a chiunque.
Ashura, il decimo giorno del mese di Muharram.
Rifare una comunità a partire da uomini e donne che fanno propria la fragilità degli altri.
In Asia, la pastorizia coinvolge tutta la famiglia.
Doppiamente povere sono le donne che soffrono situazioni di esclusione, maltrattamento e violenza, perché spesso si trovano con minori possibilità di difendere i loro diritti.
Ore in cammino, a volte giorni, per le donne che portano a vendere quello che hanno al mercato al nord dell’Etiopia.
Ancora oggi milioni di persone – bambini, uomini e donne di ogni età – vengono private della libertà e costrette a vivere in condizioni assimilabili a quelle della schiavitù.
Una donna nomade sta cercando di vendere coperte in giro per la città.
I popoli Indigeni non sono contro il progresso, anche se hanno un’idea di progresso diversa.
Ritratto di famiglia Dâw, nell’alto Rio Negro.
In ogni guerra ciò che risulta distrutto è lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana.
Il futuro dell’Ucraina si gioca sul binario numero 5 della stazione di Leopoli.
Sogniamo come un’unica umanità, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!
Il rilascio delle lanterne dei desideri è liberazione delle proprie speranze.
La strada è cercare nei Paesi di origine la possibilità concreta di vivere e di crescere con dignità.
Ciad. La guida che accompagna i turisti nel Sahara, non ha mai voluto lasciare il luogo di nascita.
La tenerezza è un movimento che parte dal cuore e arriva agli occhi, alle orecchie, alle mani.
Nel Tigray, luogo di continue stragi, si fugge nel silenzio.
La grandezza dell’amore che voleva vivere, desideroso di abbracciare tutti.
Madre e figlia al Taj Mahal ad Agra, India.
Domina un’indifferenza globalizzata: credere che possiamo essere onnipotenti e dimenticare che siamo tutti sulla stessa barca.
Mar Mediterraneo. Una giovane donna viene messa in salvo su una motovedetta classe 300 della Guardia Costiera Italiana.
Quanto ha bisogno la nostra famiglia umana di imparare a vivere insieme in armonia e pace.
Le suore accorrono alla messa domenicale per festeggiare con il villaggio.
È grande nobiltà essere capaci di avviare processi i cui frutti saranno raccolti da altri.
La lavorazione del riso, per queste donne, diventa una forma d’arte.
Si può imparare qualcosa. Ciò implica includere le periferie. Chi vive in esse ha un altro punto di vista, vede aspetti della realtà che non si riconoscono dai centri di potere.
Nella favela brasiliana di Marcos Moura, Paraíba, le ragazze preparano uno spettacolo di arte ed ecologia integrale.
Promuovere un’economia che favorisca la diversificazione produttiva e la creatività imprenditoriale.
Reti. In Vietnam, le donne lavorano nel mare e a terra. Qui riparano vecchie reti per poterle riutilizzare.
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“Anche per il CIF “una sola Terra”

di Maria Angela Giorgi Cittadini


Il CIF ha sempre considerato il Creato come dono di Dio, la “nostra unica casa” e la più vulnerabile e per questo ha dedicato alla salvaguardia del Pianeta una particolare attenzione.


Il cambiamento climatico e il degrado ambientale di cui si discute oggi tanto frequentemente e con toni allarmati, non è solo una questione culturale e sociale, ma è profondamente  connesso alla fede.


Ciò che si sta verificando all’ambiente si ripercuote sulle persone, sulle comunità e sulle nazioni e da ciò scaturisce la necessità di avere un approccio olistico alla questione che diviene dunque problema sociale, ambientale e spirituale.


L’Associazione è consapevole che ogni intervento deve effettuarsi dalla base e per questo motivo c’è bisogno di iniziare da piccole azioni che, insieme ad altre e ad altri, possono diventare grandi e quindi più incisive ed efficaci.

Un ruolo concreto per promuovere la consapevolezza ecologica

Il CIF  in occasione dell’ultimo Congresso nazionale si è impegnato a svolgere un ruolo concreto nell’ambito del cambiamento climatico rafforzando sia una più profonda comprensione del ruolo dell’ecologia e della sostenibilità che abbia sempre al centro la persona sia la promozione di un nuovo modo di costruire il futuro delle comunità e dell’intero Pianeta attraverso un necessario rinnovato approccio alla politica e all’economia che devono maggiormente fondarsi sulla solidarietà, sulla giustizia e sulla consapevolezza che la sfida ambientale riguarda tutti, “nessuno escluso”.


Come associazione femminile siamo consapevoli che le donne possono svolgere un ruolo decisivo e  dare un contributo essenziale per lo sviluppo e il benessere di tutti e per questo possono divenire agenti  di cambiamento e  artefici  essenziali di un’inversione di tendenza rispetto alla cura della “casa comune”.


Per favorire la realizzazione di una comunità che  concretamente possa costruire insieme il futuro del Pianeta prendendosi cura del Creato, l’Associazione si impegna ad affrontare la complessità del problema nell’ottica dei valori espressi delle Encicliche “Fratelli tutti”,“Laudato si’” ,“Laudate Deum”.


Per affrontare un’autentica conversione ecologica il CIF, rilevando che, per proteggere la Terra e consegnarla in una forma migliore alle generazioni che verranno, il tempo sta scadendo e che si deve passare dalle parole ai fatti ha programmato, oltre alla realizzazione e al sostegno di interventi  di informazione e di formazione sul tema specifico nelle diversi sedi associative,  uno spazio particolare nel proprio organo di stampa “Cronache e Opinioni” ad articoli destinati a confermare e rafforzare la comprensione del processo dei cambiamenti climatici. Ha inoltre  già iniziato a dedicare la copertina del mensile a luoghi individuati tra quelli che secondo un’infausta previsione sono destinati a scomparire (Barriera corallina in Australia, ecc.)

Il CIF e il progetto “Emozioni per Generare il Cambiamento” 

Il CIF comunale e provinciale di Roma e il CIF regionale del Lazio, che collaborano con l’UMOFC (Organizzazione Mondiale Organizzazioni Femminili Cattoliche) per rafforzare ed ampliare la conoscenza e la condivisione del problema ambientale, tramite il proprio sito (www.cif-roma.it) si è impegnato a diffondere il Progetto “Emotions To Generate Changeche attraverso immagini chiare e suggestive testimonia il coraggio e lo zelo di tante donne di Paesi diversi per  la promozione dei diritti umani e per la tutela del Creato.


Il Progetto ETGC presenta sia la Mostra fotografica “Women’s cry”, un percorso ideato dalla regista  Lia Beltrami per l’Osservatorio mondiale donne ( UMOFC) in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, che, partita da Piazza S. Pietro  il 2 maggio 2023 è poi approdata fino a New York in occasione della 78ª sessione dell’Assemblea delle Nazioni Unite, sia un Video in cui le immagini che si susseguono rappresentano  toccanti “storie di fraternità, di riconciliazione e di lotta contro le discriminazioni” in difesa della dignità umana e dello sviluppo umano integrale.


Le immagini sono accompagnate dalle parole tratte dalle Encicliche di Papa Francesco e fanno trasparire chiaramente sia il grido delle donne che la luce e la speranza che esse infondono alle proprie comunità, ai loro popoli, per raggiungere tutti noi.


Certamente l’impegno e la passione  dell’Associazione profusi verso il complesso processo globale del cambiamento climatico è una piccola goccia, ma come donne cittadine e credenti siamo convinte che la nostra partecipazione e condivisione che poggia sul senso di corresponsabilità sono importanti, affinché sull’intero Pianeta si affermi tutti uniti una coscienza ecologica per  realizzare una Terra più sostenibile e giusta in cui tutti possono svilupparsi e crescere.

Mostra fotografica

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